Comunicato stampa ATIS

 

Egregi signori,

la trasmissione televisiva “Falò” del 18 gennaio ha evidenziato una parte di quello che succede nel mercato del lavoro degli spedizionieri: il dumping salariale, fenomeno largamente diffuso in Ticino e soprattutto nel Mendrisiotto, ove la presenza di lavoratori provenienti d’oltre confine è più accentuata, ha raggiunto livelli intollerabili.

Si tratta di fatti già noti a tutti, ma serviva che se ne parlasse in televisione per smuovere le coscienze: oggi se ne parla anche sui quotidiani e per il 2018 la Commissione tripartita sarà attivamente coinvolta. Negare che nel nostro settore vi siano aziende che applicano dumping salariale dimostra che non si conosce la realtà o si nega che il problema esiste.

ATIS non è affatto sorpresa che, negli ultimi mesi, su 85 nuovi permessi di lavoro (permessi G per frontalieri) rilasciati nel settore delle Case di Spedizione, ben 26 contratti avevano salari ben inferiori a CHF 3000. –, come si legge in un’interrogazione inoltrata al Consiglio di Stato dal Gran consigliere Giorgio Fonio.

La nostra associazione, invece, ha ben presto aperto gli occhi su questo malcostume ben consapevoli che il settore degli spedizionieri non era certo esente da questa prassi. A tal fine abbiamo sempre puntato all’obbligatorietà generale di un CCL, l’unica soluzione reale e credibile per contrastare questo fenomeno che sta sempre più dilagando, sottopagando i lavoratori ed escludendo la manodopera indigena dalle possibilità lavorative.

Non avere ottenuto quanto sopra, la mancanza di collaborazione e di sensibilità al problema dell’altra associazione di categoria (Spedlogswiss, Sezione Ticino) ha provocato il vuoto contrattuale di due anni.

In considerazione di ciò ATIS e le parti sindacali contraenti hanno adottato di loro iniziativa un CCL, definendo una netta demarcazione fra la serietà e l’onestà nel settore degli spedizionieri e chi sta dalla parte opposta. Non ci sono mezzi termini, le aziende associate ad ATIS hanno fatto una scelta chiara di operare nel rispetto dei diritti dei lavoratori e di una corretta visione del nostro mondo professionale.

Peccato che nel frattempo molte altre aziende si siano approfittate dei problemi occupazionali dei lavoratori, assumendo manodopera a stipendi notevolmente inferiori a CHF 3000. — – così come ampiamente trattato nella trasmissione televisiva “Falò” – ed escludendo dal mercato del lavoro la manodopera ticinese.

È opportuno chiarire e sottolineare che ad oggi, l’unico CCL di categoria è quello di ATIS, cooperativa attiva da decenni sul territorio e punto di riferimento per numerose aziende di spedizioni e logistica (http://www.atis.swiss/chi-siamo/elenco-soci/).

Sottolineiamo inoltre che anche l’associazione ASTAG (associazione degli autotrasportatori) ha definito un CCL e che entro primavera potrebbe essere reso obbligatorio a tutte le aziende che operano nel trasporto conto terzi con mezzi propri, tra cui anche spedizionieri non assoggettati al nostro CCL.

Ci auguriamo altresì che la sezione centrale della Spedlogswiss di Basilea, nella persona del suo presidente e consigliere nazionale Sig. Thomas De Courten, si adoperi affinché la posizione della sezione ticinese venga rivista: in questi anni Spedlogswiss, Sezione Ticino, non ha mai considerato l’adozione di un CCL lasciando che il dumping salariale dilagasse.

Chiediamo pertanto a tutte le istituzioni di riflettere sulla situazione illustrata e di non prendere come riferimento o istaurare collaborazioni con aziende che fanno parte di associazioni che hanno ostacolato gli accordi di partenariato. Lo stesso dicasi per la formazione degli apprendisti: che futuro possono dare queste associazioni ai giovani se non vogliono accettare un minimo salariale con un CCL?

Sul tema confidiamo anche che il presidente della Commissione Tripartita cantonale, Sig. Stefano Rizzi, interpellato nel corso della trasmissione “Falò”, prenda in seria considerazione la richiesta delle parti contraenti affinché venga celermente dato seguito all’istanza di conferimento dell’obbligatorietà al CCL che verrà introdotta nelle prossime settimane.

Da lungo tempo denunciamo questa situazione e confidiamo che si possa finalmente dare a breve un’immagine positiva del nostro settore, troppo spesso inquinato da “imprenditori” senza scrupoli e pseudo aziende volte solo al risparmio del costo del lavoro.

Concludiamo ribadendo che tutte le case di spedizione socie di ATIS si impegnano a rispettare il CCL di categoria e invitiamo qualsiasi azienda che si riconosca nei nostri principi di correttezza e legalità, ad associarsi ad ATIS, essere quindi coperte dal nostro CCL ed evitare possibili future imposizioni contrattuali di altre categorie.

 

ATIS – Aziende ticinesi imprese di spedizione e logistica

Fabio Maciocci, presidente