Cari soci.

vi comunichiamo che il Consigliere nazionale Marco Romano, dopo un lungo lavoro in collaborazione con il Comitato di ATIS, ha deciso di depositare in data 29 settembre 2017 la seguente interpellanza:

 

Sorveglianza radiometrica sui rottami metallici, sui rifiuti e sui semilavorati metallici nei traffici commerciali tra Svizzera ed Italia: ingiustificate decisioni unilaterali italiane.

 

L’Italia negli scorsi mesi ha deciso unilateralmente e incomprensibilmente che i controlli nell’ambito della sorveglianza radiometrica sui rottami metallici, sui rifiuti e sui semilavorati metallici nei traffici commerciali tra Svizzera e Italia possono essere effettuati esclusivamente da Esperti Qualificati (EQ) di II e III grado abilitati in Italia. Nel passato, in un’ottica di reciproca collaborazione ed efficienza amministrativa nella gestione delle attività doganali, la SUVA era abilitata ad emettere il documento IRME 90. La prassi era efficace e permetteva di espletare la sorveglianza radiometrica direttamente sul territorio elvetico. Ad oggi si rileva inoltre un ulteriore inasprimento della prassi italiana per cui presso il valico di Ponte Chiasso i traffici di materiali ferrosi devono essere assoggettati alla sorveglianza radiometrica effettuata direttamente da EQ italiani su qualsiasi tipo di merce, annullando la possibilità, prevista dalla normativa, di far effettuare il controllo da personale delegato, debitamente formato, dagli EQ stessi. Il tutto genera un forte rallentamento nei traffici doganali, che pesa sugli operatori del settore sia italiani sia svizzeri. Questa situazione è spiacevole e assolutamente incomprensibile in un’ottica di reciproca collaborazione.

  • Da quanto tempo il Consiglio Federale e la SUVA erano al corrente di questa decisione unilaterale italiana?
  • Come giustifica e motiva l’Italia questa decisione unilaterale che compromette l’efficienza e l’efficacia dell’attività doganale tra due Paesi che hanno importanti scambi commerciali?
  • Cosa è stato fatto per ridurre le conseguenze negative e ottenere una soluzione?
  • Il Consiglio federale ha valutato potenziali azioni amministrative e politiche volte a spingere l’Italia a tornare ad un approccio di mutua collaborazione?
  • La prassi oggi in essere presso la dogana di Ponte Chiasso prevede che la sorveglianza radiometrica venga effettuata sul territorio doganale italiano, direttamente dagli Esperti Qualificati di II e III grado: tale metodologia è rischiosa per la Svizzera ed anche per l’Italia in quanto, in caso di ritrovamenti contaminati, non è chiaro quale parte debba intervenire. Per i vagoni ferroviari i delegati degli esperti italiani EQ effettuano il controllo su suolo svizzero? In caso si riscontrasse un valore di radioattività positivo, chi interviene?

 

Per maggiori informazioni

https://www.parlament.ch/it/ratsbetrieb/suche-curia-vista/geschaeft?AffairId=20171072