ATIS Per gli spedizionieri AlpTransit va completata
Timori per un ulteriore rafforzamento del franco e per la ventilata chiusura di alcuni uffici doganali ma soddisfazione per il raddoppio stradale del San Gottardo. AlpTransit è importante ma senza immediati benefici, se non dopo che saranno completate le tratte mancanti e realizzati i nodi intermodali. Questi i temi principali affrontati dal presidente Fabio Maciocci nel corso dell’assemblea dell’Associazione ticinese imprese di spedizione e di logistica (ATIS), svoltasi a Brogeda.
Gli iscritti all’ATIS sono 300, ma gli addetti del settore sfiorano le 1.000 unità e Maciocci ha annunciato il progetto di unificazione fra ATIS e l’altra associazione di categoria, Spedlogswiss, così da creare un’unica entità a livello cantonale, dotata di maggiore forza contrattuale. Per gli spedizionieri ticinesi il mercato di riferimento è l’Italia, da cui non vengono segnali di ripresa, e mediamente il 70% del loro fatturato è in euro. Sono stati segnalati anche casi di operatori che aggirano le regole e di dumping salariale. L’Assemblea ha eletto alla vicepresidenza Paola Roncoroni.
Il tema di AlpTransit è stato ripreso da Remigio Ratti, economista e docente presso l’USI, che ha inquadrato la nuova galleria di base nello scenario della logistica futura, fra il raddoppio del Canale di Suez ed il nuovo ruolo dei porti liguri. Ratti ha segnalato i numerosi «missing link», tratte la cui realizzazione avrà tempi lunghi, impedendo il completamento della direttrica Rotterdam-Genova. Un nuovo consorzio, denominato Lu-Mi-Med, iniziali di Lugano, Milano, Mediterraneo, a finanziamento misto pubblico-privato, potrebbe completare la tratta sud entro il 2030-2035. Molte aziende svizzere, fra cui Coop, Migros e Nestlé, si sono dette interessate a spostare i centri di arrivo delle loro merci dai porti del Nord Europa a quelli liguri.
fonte Corriere del Ticino
GIAN LUIGI TRUCCO