Chiasso: la nostra piazza logistica rischia il crollo totale

(Lettera inviata al Municipio di Chiasso, Consiglio di Stato e media) il, 17.06.2019)

Con la presente lettera l’Associazione Ticinese delle Imprese di Spedizione e Logistica ATIS, in rappresentanza dei suoi oltre 40 associati e consapevole delle preoccupazioni condivise dall’intera categoria degli spedizionieri doganali, vi documenta riguardo ai possibili futuri scenari ai quali potremmo assistere nella Piazza Chiassese con la messa in pratica del progetto “DaziT” ed espone le numerose perplessità a riguardo.

Sentiamo il dovere di informarvi il più chiaramente possibile su questo progetto doganale poiché nessuna autorità di settore sia federale che cantonale sta fornendo dovute notizie riguardo i cambiamenti cui andiamo incontro con l’applicazione di questa rivoluzione doganale che, ad una prima lettura, propone lo stesso scenario dell’accordo di Schengen sulla “libera circolazione delle merci”, esattamente come fatto per il traffico passeggeri, ma mai votato dal popolo.

Il progetto DaziT (nome composto dal termine “dazi” – ovvero dazio o più in generale dogana – e “T”, trasformazione; con “IT” invece si intende indicare il ruolo centrale dell’informatica) dell’amministrazione federale delle dogane (AFD) è un programma di riorganizzazione generale delle dogane e si sviluppa a tappe, dal 2018 al 2026.

DaziT si prefigge l’obiettivo di semplificare in maniera radicale le operazioni doganali e la comunicazione tra i clienti e l’AFD stessa tramite numerose facilitazioni doganali che tuttavia non tengono conto dei rischi a cui viene sottoposta la nostra categoria, quella degli spedizionieri doganali, e l’intero settore della logistica ticinese e di Chiasso nello specifico.

Qui di seguito sintetizziamo i principali punti del programma:

  • Attualmente le PMI ed i privati dipendono dagli orari di apertura degli uffici e sono tenuti ad attraversare il confine nazionale nei punti in cui è presente la dogana: tutti questi ostacoli saranno eliminati con un processo di digitalizzazione integrale dell’AFD. In pratica i controlli verranno effettuati in gran parte all’interno del territorio e non più al confine, una sorta di libera circolazione delle merci, come poc’anzi anticipato.
  • Creazione di un portale internet interattivo, in particolare a beneficio delle PMI, per permettere di effettuare le dichiarazioni doganali senza l’acquisto di un software specifico e disbrigo delle formalità doganali in modo indipendente da orari e luoghi. Praticamente un automezzo (TIR) potrà entrare nel nostro territorio senza più alcun controllo alla frontiera, se non “sommario”. Un portale internet gratuito darà inoltre la possibilità ad aziende estere di espletare le formalità doganali nel nostro territorio creando di fatto una concorrenza senza possibilità di reciprocità.
  • Nuovo sistema d’imposizione elettronico basato sullo scambio diretto dei dati con l’AFD tramite internet, senza interruzioni ed utilizzabile anche senza l’acquisto di un software specifico e trasformazione dell’applicativo “E-dec web” in un portale internet completo. In pratica verrà messa a disposizione di chiunque, privato o ditta, esperto o non esperto del settore e gratuitamente la possibilità per inviare i dati delle dichiarazioni doganali alla Dogana, vanificando di fatto la grande competenza e le qualifiche fino ad oggi conquistate con anni di lavoro dagli spedizionieri doganali ed il tutto con gli evidenti rischi di errori e danno dalle PMI e della Confederazione che deve incamerare in maniera corretta i diritti doganali.
  • Maggiore rapidità ed efficienza nei controlli doganali e diminuzione dei tempi di attesa per i controlli di persone e merci grazie alla possibilità di effettuarli non solo al confine, ma in qualsiasi luogo desiderato. Praticamente i controlli verranno effettuati dal Corpo Unico delle dogane: un sistema che riteniamo molto rischioso sia per quanto riguarda la capacità di intervenire sui traffici di merci una volta entrati nel nostro territorio, sia per il rischio che si abbia la certezza dell’avvenuta operazione doganale, come avviene oggi con il lavoro degli spedizionieri doganali.
  • Il progetto “portale e clienti” prevede la creazione di un portale elettronico che consentirà al cliente di accedere a tutti i servizi dell’AFD in modo digitale: gli utenti che osserveranno una condotta corretta potranno espletare le proprie operazioni con l’AFD in via completamente elettronica, effettuare dichiarazioni doganali e gestire i propri dati in maniera autonoma ed indipendente dagli orari e dal luogo dove ci si trova. Purtroppo non è stato chiarito in che modo l’AFD selezionerà gli utenti “buoni” da quelli che lo sono meno e questo comporta il fatto che i “furbetti”, se così vogliamo chiamarli, troveranno sicuramente il modo di aggirare questo sistema non dovendo più interfacciarsi con lo spedizioniere doganale, che in prima battuta ha sempre filtrato e selezionato le operazioni corrette da quelle non consentite, garantendo gli interessi dello Stato.
  • Migliore e puntuale comunicazione tra utenti e Dogana grazie all’accesso ai propri dati da dispositivi mobili ed eliminazione dello sportello AFD con risparmio di costi e tempi. Su questo punto, oltre a quanto appena esposto al punto precedente, va aggiunto che l’eliminazione degli sportelli dell’AFD è un rischio per lo stato: i controlli al confine o presso le sedi degli spedizionieri doganali consentono un intervento immediato della Dogana volto a bloccare gli illeciti; un sistema che preveda controlli a posteriori comporta il rischio che molti illeciti non verranno intercettati, il tutto a danno dell’intera collettività.
  • Possibilità di effettuare le dichiarazioni doganali in anticipo, sfruttando i tempi di attesa in aeroporto, in treno od in coda. Nulla di nuovo, in quanto già da tempo gli spedizionieri doganali operano “in anticipo” con la “pre-dichiarazione” e si fanno garanti presso la Confederazione delle dichiarazioni doganali che effettuano. Quindi nessuna novità, solo l’illusione che persone non competenti siano in grado di fare una dichiarazione doganale sfruttando “i tempi morti”, quando invece tale operazione necessita di competenza, approfondimenti ed il giusto tempo da dedicarle.
  • Grazie alla struttura modulare dell’ambiente TIC sarà possibile tenere conto di nuove circostanze con maggiore semplicità e con tempi più rapidi (ad es. nuove tariffe, nuovi tributi, nuovi accordi di libero scambio, nuove situazioni di minaccia). Questa possibilità, sicuramente utile, potrebbe essere messa a disposizione dei dichiaranti doganali con un minimo investimento da parte dell’AFD, senza dover necessariamente riorganizzare e distruggere il sistema di lavoro attualmente in essere.
  • Il progetto “Redesign traffico merci” prevede un’applicazione specialistica uniforme per l’imposizione delle merci, nonché la digitalizzazione completa dei processi per l’importazione, l’esportazione ed il transito delle merci: in tal modo le procedure al confine dovrebbero essere semplificate e si dovrebbe avere una migliore sorveglianza dei flussi di merci. Purtroppo nella realtà dei fatti, come già ampiamente chiarito nell’esposizione dei punti precedenti, è una pura illusione quella di credere che la digitalizzazione di tutti i processi porti solo a dei benefici; sicuramente in futuro si potranno studiare e mettere in pratica molte semplificazioni grazie alle nuove tecnologie informatiche, ma ad oggi e finché il popolo sarà contrario alla libera circolazione delle merci, per noi qualsiasi semplificazione come quella progettata saranno “fuori legge”.
  • Nel traffico delle merci, sarà possibile effettuare le dichiarazioni doganali e consentire l’imposizione dei tributi indipendentemente dai luoghi e dagli orari, riducendo la necessità di disporre di uffici doganali fisici con orari prestabiliti di apertura. Libera circolazione delle merci appunto!

Nella fase iniziale del programma sono stimati ingenti investimenti ed un aumento temporaneo delle risorse di personale da impiegare nei controlli del traffico di merci e di persone: è stato chiesto un credito di circa 400 milioni di franchi, da sbloccare gradualmente in quattro tranches man mano che i lavori di realizzazione avanzeranno. Tuttavia solo a partire dal 2023 sarà possibile ridurre le spese amministrative dell’AFD con un’attesa riduzione del personale, in quanto le procedure più snelle e le strutture maggiormente efficienti dovrebbero consentire un aumento – stimato – della produttività di circa il 20%. Nella realtà dei fatti, siamo sicuri che questo sarà possibile nei tempi prefissati ed in più non ci saranno davvero ripercussioni sull’operatività doganale dal punto di vista pratico nell’immediato? E le potenziali perdite per mancati introiti?

Alla luce di tutto quanto appena esposto, nulla di più dannoso e pericoloso poteva essere pensato ed evidentemente i problemi da noi esplicitati non sono solo una nostra preoccupazione, ma anche di illustri politici che ci rappresentano.

Come già accennato dall’On. Marco Romano in un’interpellanza parlamentare, controlli mirati, ma quantitativamente in numero inferiore, appaiono come un’anticamera dell’applicazione occulta di una sorta di libera circolazione delle merci, non prevista fino ad oggi da nessun accordo tra Svizzera ed UE. In più, in futuro si potrebbe andare sempre più verso controlli mirati presso le aziende e non più alla frontiera: queste verifiche interne sarebbero come cercare l’oro nel lago e non più nel fiume, con le ovvie difficoltà che ne conseguono.

Inoltre, come segnalato anche dall’On. Roberta Pantani in una sua interpellanza, la Direzione delle Dogane può rilasciare autorizzazioni allo svolgimento di operazioni doganali d’importazione svizzere tramite il sistema informatico e-dec ad aziende o soggetti con sede o domicilio all’estero nel raggio di 15 chilometri dal confine nazionale, se adempienti ad alcuni minimi requisiti. Questa possibilità apre di fatto il mercato ad operatori esteri e crea i presupposti per una concorrenza del tutto sleale a tutto svantaggio degli operatori svizzeri che saranno costretti a confrontarsi con i costi esteri nettamente inferiori, basti pensare ad esempio ai salari!

È poi utile ricordare che tra i costi doganali a carico delle PMI rientra a pieno titolo la quantità di tempo impiegato per effettuare uno sdoganamento, ovvero meno tempo sta fermo un camion e maggiore è il risparmio. Il lavoro quotidiano svolto a contatto con la dogana mostra la chiara tendenza ad attribuire sempre maggiori responsabilità dirette sui dichiaranti e sugli spedizionieri doganali, considerati spesso obbligati in solido con le altre parti coinvolte in un’operazione di import-export; a seguito di questa considerazione dubitiamo fortemente che i tempi di attesa per espletare le operazioni doganali potranno essere davvero ridotti ed appare improbabile che si potrà riscontrare un calo nei costi di sdoganamento.

Si aggiunga che gli effetti dell’applicazione del programma DaziT sembrano andare in una direzione nettamente sfavorevole alla categoria degli spedizionieri doganali, numericamente ben presente e storicamente radicata a Chiasso. La nostra piazza logistica rischia il crollo totale: non è difficile immaginare che nel prossimo futuro, da un lato, molti posti di lavoro in ambito impiegatizio per il settore degli sdoganamenti saranno a rischio e dall’altro, una quantità di dichiarazioni doganali gestite in maniera “poco professionale” da soggetti non esperti del settore, porteranno a grossi rischi per le aziende e per lo Stato.

Fino ad oggi gli spedizionieri hanno fornito alla Dogana le dovute garanzie di capacità professionali e fideiussorie, facendosi garanti di fronte all’AFD per i pagamenti dei tributi doganali (IVA e Dazio). In caso di operatori esteri che effettueranno le dichiarazioni doganali, tutto ciò sarà possibile? La nostra categoria si è trovata a fare, indirettamente, gli interessi dello Stato, operando nel rispetto delle regole doganali e curando gli interessi delle aziende facendo incassare alla Dogana la giusta quantità di diritti doganali. Con il programma DaziT queste garanzie dirette ed indirette rischiano di venir meno, a svantaggio di tutta l’economia del Paese.

In ultimo poi, in tema di occupazione, il personale che oggi si occupa di sdoganamenti, intere aziende che si sono specializzate esclusivamente in pratiche doganali… tutte queste persone che fine faranno? I costi sociali di questa nuova disoccupazione e le mancate entrate fiscali per l’effetto di una minore occupazione sono stati messi in preventivo?

Permetteteci, ma siamo veramente preoccupati che la scelta di “modernizzare” ogni cosa ed ad ogni costo, in questo caso sia stata fatta senza un vero e proprio ragionamento sugli impatti a livello sociale di tale decisione.

A fronte di quanto esposto rendiamo attenti il Lodevole Municipio ed i Sigg.ri municipali tutti che l’era degli spedizionieri, presenti ormai dal lontano 1850 a Chiasso, rischia di essere delocalizzata all’estero, con gravi conseguenze per l’intera economia locale. La situazione attuale ci impone cautela, sia nelle assunzioni che negli investimenti e l’intero settore della logistica rimane in una situazione di stallo che nuoce a tutti.

Chiediamo pertanto a voi un deciso intervento politico tale per cui le nostre aziende possano continuare ad operare ed a investire nuovamente nel territorio. Dato il nostro diretto coinvolgimento sulla problematica, pretendiamo che si dia voce a tutte le Associazioni cantonali della nostra categoria per lo sviluppo futuro del progetto DaziT, consentendoci di fornire il nostro prezioso contributo per il mantenimento della nostra professione e per porre dei limiti alla liberalizzazione scellerata negli sdoganamenti.

ATIS – Aziende Ticinesi Spedizioni e Logistica

Il Presidente

Fabio Maciocci