Le imprese di spedizione e logistica potrebbero beneficiare di AlpTransit. Allo stato attuale però le infrastrutture non sono pronte al cambiamento

fonte Speciale AlpTransit, Corriere del Ticino
di Lidia Travaini

 

Tra i molti attori distribuiti sul territorio che attendono con impazienza l’inaugurazione del nuovo traforo AlpTransit ci sono anche le imprese di spedizione e logistica, un settore storicamente importante per il Mendrisiotto e in particolare per Chiasso.

 

«L’inaugurazione della galleria AlpTransit del San Gottardo è l’agognata meta raggiunta dopo grandi investimenti e dopo anni di lavoro: è stata determinante la coalizione di professionalità, impegno umano e dedizione da parte di tutti coloro che si sono dedicati a questa importante opera – esordisce il presidente dell’Associazione ticinese imprese di spedizione e logistica (ATIS) Fabio Maciocci –. Certamente la grande funzionalità delle nuove linee porterà il nord del Paese, e dell’Europa in generale, molto più vicino al Ticino e viceversa, i tempi brevi di percorrenza allargheranno le nostre possibilità operative, si amplierà il bacino per l’offerta di servizi ed anche il settore turistico dovrebbe trarne importanti benefici».

 

Le ripercussioni positive non potrebbero tuttavia essere le uniche. Per Maciocci esistono infatti anche delle insidie: «La decentralizzazione di attività produttive attratte magari dalla minore fiscalità di altri Cantoni del centro e del nord del Paese potrebbe essere una conseguenza negativa». Per il nostro interlocutore le ripercussioni positive dovrebbero in ogni caso essere più importanti: «Sicuramente il traffico di transito tra il nord e il sud dell’Europa ne trarrà beneficio, relativamente ai più brevi tempi di viaggio e al possibile utilizzo della capienza di AlpTransit. In questa ottica non credo che il traforo stradale del San Gottardo, anche ad avvenuta realizzazione del secondo tubo, possa assumere un ruolo concorrenziale rispetto al viaggio sui binari».

Malgrado la portata rivoluzionaria del collegamento, le ripercussioni positive per Maciocci non dovrebbero però toccare più di tanto il settore degli spedizionieri: «Per il nostro settore non credo che possano verificarsi in tempi brevi importanti cambiamenti, la potenzialità di AlpTransit sarà assorbita per la maggior parte dal traffico viaggiatori e il traffico merci potrà usufruirne in basse percentuali. Le infrastrutture connesse sono inoltre ancora da realizzare».

 

Per Fabio Maciocci il traffico merci non beneficerà di grandi cambiamenti grazie ad AlpTransit, almeno per il momento.

 

 

Se Chiasso, storicamente culla dei servizi legati ai trasporti internazionali, alla logistica e alle operazioni doganali, potrà beneficiare della «rivoluzione AlpTransit», sarà quindi soltanto il tempo a stabilirlo. Prima che questo possa succedere è infatti necessario che molte cose cambino: «Non è lontanissimo il periodo nel quale i binari della stazione internazionale erano sempre occupati da treni merci e gli immobili connessi pullulavano di funzionari doganali e ferroviari. Purtroppo le evoluzioni politiche ed economiche europee hanno mutato molti scenari e si è sempre più sentita la necessità di velocizzare i tempi di trasporto e di servire in modo capillare gli operatori interessati. Le strutture ferroviarie non si sono tempestivamente adeguate alle nuove realtà e il trasporto su gomma si è presto sostituito alla rotaia. Attualmente le FFS hanno in elaborazione diversi progetti per ammodernare e ristrutturare impianti e servizi, ci auguriamo che i propositi diventino realtà in tempi brevi». In questo contesto saranno indispensabili collaborazione e disponibilità: «Occorre lavorare in direzione dell’interscambio strada-ferrovia. La nostra categoria si è sempre resa disponibile alla collaborazione con le autorità preposte, ma serve partecipazione.

 

Tutti insieme possiamo adoperarci per andare verso la possibilità di incrementare il trasporto ferroviario e l’interscambio strada-ferrovia. Ma non dobbiamo dimenticare che fondamentalmente sono i nostri mandanti, industrie, produttori e commercianti che dovranno essere convinti e soddisfatti da eventuali nuove alternative di trasporto».